A fine maggio sono state consegnate all’Istituto di Castelvetrano le attrezzature di cucina che consentiranno la ripresa del Corso di Cucina Multietnica (1° edizione).

Nelle 150 ore di laboratorio verranno affrontati argomenti quali i gusti tipici del territorio, la preparazione e presentazione di una selezione di piatti, gli usi e costumi che stanno alla base della preparazione e gli abbinamenti delle bevande. La cucina può rappresentare un interessante punto di incontro tra persone di origine diversa: valorizzando le differenze e contribuendo a far nascere un intenso scambio interculturale. La finalità è quella di far acquisire conoscenze di alcuni piatti riguardanti soprattutto la cucina mediterranea, riscoperta e rivalutata per le sue capacità di accontentare il gusto, salvaguardando, al contempo la salute, oltre a prevedere un apposito spazio in cui si affronterà l’argomento educazione alla legalità, il fine rieducativo sarà comunque sempre presente durante l’intero percorso laboratoriale.

Il laboratorio si propone di recuperare, consolidare o potenziare nei destinatari le conoscenze personali relative alla cucina tipica dei posti di origine mettendo a confronto le due realtà etnica e siciliana.

Lo scorso 16 maggio ha avuto inizio nella Casa Circondariale di Trapani il corso di operatore informatico multimediale. L’Operatore Informatico Multimediale è colui che si occupa di informatizzare i vari sistemi organizzativi, scrivere testi, utilizzare fogli elettronici e database, utilizzare le reti, comprendere i termini tecnici. L’obiettivo minimo, per quanto riguarda l’apprendimento delle conoscenze informatiche, è il raggiungimento di una preparazione sufficiente sulla gestione del Sistema Operativo Windows del pacchetto Microsoft Office, non si trascurerà l’informazione del software Open Source. Al termine del percorso didattico, la figura in uscita sarà in grado di operare su computer e sui programmi utilizzati dalla maggior parte delle aziende pubbliche e private. Obiettivo del percorso formativo è contribuire all’abbattimento del digital divide, che in lingua inglese indica quelle barriere digitali che dividono chi fruisce da chi non fruisce delle opportunità offerte dal computer e dagli altri strumenti digitali. Operare per rimuovere le Barriere Digitali corrisponde nel secondo millennio a quello che ha rappresentato la lotta all’analfabetismo del secolo scorso: certo si viveva lo stesso, ma come dovevano sentirsi coloro che non erano in grado di leggere un giornale, un segnale stradale, che venivano truffati durante gli acquisti perché non in grado di controllare prezzo, condizioni contrattuali, firme, e così via? Gli analfabeti avevano certamente meno opportunità sociali degli altri, non potevano accedere facilmente al lavoro, non avevano gli stessi strumenti degli altri per formarsi un’opinione sul mondo, essendo limitati quasi esclusivamente alla propria esperienza diretta. Tutti questi esempi sulle problematiche legate all’analfabetismo del secolo scorso sono oggi validi per l’analfabetismo informatico: chi oggi non sa utilizzare i sistemi legati alle nuove tecnologie correrà il rischio di essere marginalizzato nella nuova era digitale. Così come negli Istituti di Pena si provvedeva a insegnare a leggere scrivere e far di conto nel secolo scorso, appare opportuno ai giorni nostri offrire ai detenuti, che spesso provengono da ambienti deprivati, l’occasione di approcciare i sistemi informatici.

L’erogazione del percorso formativo prevede 500 ore di formazione suddivise in 9 moduli, e dà un peso specifico alla parte pratica del 65% (325 ore in totale).

 

L’ultima tendenza legata al lavoro recluso sono le linee sostenibili, quelle che strizzano l’occhio all’ambiente. La moda e il design hanno da tempo fatto i conti con l’emergenza ambientale e l’essere trendy passa ormai per il riuso creativo di oggetti destinati alla discarica, materiali biologici, basso impatto ambientale e tutela dei diritti. La nuova parola d’ordine è per tutti “sostenibilità”.

Supportato da una sempre più diffusa pratica di consumo critico, che oltre al rapporto qualità/prezzo vede le scelte dei consumatori basarsi sulla storia dei prodotti e considerare il comportamento delle imprese che li producono e li distribuiscono, per il made in carcere sembra essere un momento d’oro.

Uno dei fiori all’occhiello della cosiddetta moda “verde” è proprio il marchio ethical Made in Carcere con la sua collezione di borse realizzate con scarti di tessuto dalle detenute del carcere di Lecce. L’attività della cooperativa, dalla forte valenza sociale, fonda le sue basi su un “recupero” duplice: delle “cose” e delle “vite umane”.

Scopo principale della cooperativa sociale è quello di diffondere la filosofia della “Seconda chance”: un’altra opportunità alle detenute e una doppia vita a tessuti e oggetti.

Nell’azienda lavorano, con contratto a tempo indeterminato, una quindicina di detenute del carcere, alle quali è stato offerto un percorso di apprendimento consapevole per un riscatto di vita e la conquista di una “seconda chance”, attraverso l’apprendimento di un nuovo mestiere, l’avvicinamento a valori culturali e morali condivisi e con l’obiettivo finale della definitiva inclusione nella società civile.

E per le eco-fashion victim, che non riescono a fermarsi al solo acquisto di borse, sul sito del Ministero della Giustizia da poche settimane è attiva la sezione Vetrina prodotti dal carcere dove è possibile acquistare online una notevole varietà di articoli prodotti da detenuti delle carceri italiane, dall’abbigliamento agli alimenti, da prodotti di bellezza all’artigianato e molto altro. Per ogni prodotto viene indicata la cooperativa produttrice ed è possibile individuare i vari punti vendita presenti sul territorio.vetrina-carcere.png

Un ottimo segnale che spinge a sperare che questo apparentemente bizzarro connubio tra riuso creativo dei materiali e recupero sociale non si ritrovi vittima dell’abituale frenesia dei cicli della moda e delle tendenze del momento.

Il giorno 14/03/2011 presso la Casa di Reclusione di Favignana hanno avuto effettivo inizio le attività del ”Laboratorio di teatro” previste nell’ambito dell’Azione ”Servizio formativo” del Progetto SFIDA.

Il Laboratorio teatrale proposto, destinato a 10 soggetti detenuti, e’ pensato come spazio di sperimentazione per il corpo e la mente, e come strumento utile per la scoperta e la valorizzazione delle potenzialita’ personali dei singoli partecipanti e del gruppo. Un percorso che, partendo da una breve storia del teatro, passera’ alla pratica del movimento del corpo, come base della recitazione, arrivera’ a comprendere insieme la voce e l’interpretazione, fino ad approdare alla rappresentazione di un personaggio agito/vissuto. All’interno delle ore di laboratorio si affronterà inoltre l’argomento della educazione alla legalità, proprio perchè il fine rieducativo sarà comunque sempre presente durante l’intero percorso laboratoriale.

*Foto di Matteo Dones

“La Sicilia contribuisce alla popolazione carceraria per circa il 10 per cento. Nell’Isola la situazione è drammatica ma quello del sovraffollamento non è l’unico problema delle carceri siciliane”. Lo ha affermato il garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento sociale Salvo Fleres, presentando lo scorso 18 febbraio a Catania la relazione sull’attività svolta nel 2010.

A tal Proposito volevamo segnalare la Relazione annuale sull’attività svolta dal Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento sociale (e i relativi allegati), scaricabili anche dal sito istituzionale del Garante per la tutela dei diritti dei detenuti della Regione Sicilia.

Fleres ha anche definito la situazione legata al lavoro in carcere “assolutamente precaria e insufficiente rispetto a quelle che sono le esigenze”.

Con un decreto dello scorso 25 Novembre è stato pubblicato sulla GURS un Avviso pubblico per la concessione dei benefici di cui alla legge regionale 19 agosto 1999, n. 16. L’intervento, previsto dalla legge regionale 19 agosto 1999, n. 16, finalizzato al reinserimento sociale dei cittadini detenuti e internati in espiazione di pena, scontata anche in forma alternativa rispetto al carcere, consiste nella concessione di una sovvenzione economica a fondo perduto per l’avvio o la prosecuzione di un’attività di lavoro autonomo professionale e imprenditoriale in qualunque settore (artigianale, commerciale, intellettuale, artistico).

Scarica il testo dell’Avviso

Le mie prigioni: guarda il video della trasmissione cliccando su questo link  Video Rai.TV – Presa Diretta 2010 – Le mie prigioni.
Durata
: 01:42:00
Andato in onda il
: 14/02/2011

Riccardo Iacona con Raffaella Pusceddu e Francesca Barzini è partito dal problema del sovraffollamento nelle carceri cercando una risposta a molte domande scomode: Perchè ci sono tanti suicidi tra i carcerati? Quasi la metà quelli in attesa di giudizio. Devono stare in carcere anche quelli non socialmente pericolosi? Si potrebbe evitare il sovraffollamento anche senza costruire decine di nuove carceri? Tossicodipendenti e malati mentali sono una vasta percentuale dei detenuti eppure secondo le leggi vigenti non dovrebbero essere reclusi.

Il giorno 09/02/2011, presso la Casa Circondariale di Trapani, hanno avuto effettivo inizio le attività di Sportello previste nell’ambito dell’Azione “Servizio Diagnosi aspirazioni/competenze” del Progetto SFIDA.

Il Servizio permetterà, a ciascun detenuto, di imparare a identificare competenze e potenzialità da investire in un progetto di inserimento sociale e professionale, nonché ad acquisire capacità autonome di auto-valutazione, di attivazione e di scelta.

La metodologia utilizzata sarà quella della Reconnaissance des Acquis, già in uso in via sperimentale in diversi Paesi europei, volta a valorizzare le abilità e competenze maturate nel corso della vita in esperienze anche, e soprattutto, in contesti non formali.

L’intervento verrà realizzato in 2 incontri settimanali nell’arco di 18 mesi.

Il giorno 18/01/2011 presso la Casa Circondariale di Castelvetrano ed il giorno 07/02/2011 presso la Casa Circondariale di Trapani, hanno avuto effettivo inizio le attività di Sportello previste nell’ambito dell’Azione “Servizio di Sostegno Psicosociale” del Progetto SFIDA.

Il Servizio propone una consulenza di tipo psicologico ai soggetti detenuti e fornisce loro un supporto, per affrontare, in maniera serena e compiuta, problemi personalidovuti alla mancanza di libertà.

Nell’ambito delle iniziative volte a fornire strumenti di approfondimento delle tematiche relative all’inclusione sociale dei soggetti adulti in esecuzione di pena, il progetto SFIDA si pone l’obiettivo di favorire l’inserimento della persona nell’ambiente socio lavorativo, passando attraverso percorsi di recupero e potenziamento del sé e delle proprie risorse interiori attraverso la realizzazione di un intervento integrato, sia in termini di attori che di azioni.

Specificità del progetto SFIDA vuole essere proprio il coinvolgimento a vari livelli dei mondi che ruotano intorno ai detenuti: le famiglie, gli operatori penitenziari, le imprese e il territorio, al fine di creare reti partecipate e condivise convergenti verso l’obiettivo della riabilitazione e integrazione.

Al fine di avviare le diverse attività stiamo procedendo all’indagine conoscitiva “Ricerca conoscitiva sugli atteggiamenti e i fabbisogni professionali riportate dalle imprese e dalle organizzazioni del territorio della provincia di Trapani rispetto all’inserimento lavorativo di detenuti e ex-detenuti” nel territorio della Provincia di Trapani finalizzata a:

  • Comprendere la percezione che i diversi attori del territorio hanno relativamente al problema della rieducazione carceraria e dell’inserimento socio-lavorativo del detenuto, nella provincia di Trapani;
  • Ottenere un quadro informativo/interpretativo degli atteggiamenti e delle difficoltà che le imprese hanno rispetto all’inserimento lavorativo dei detenuti;
  • Acquisire informazioni funzionali all’avvio dei tirocini sulle realtà imprenditoriali presenti sul territorio trapanese;
  • Rilevare il fabbisogno di figure professionali specifiche all’interno delle aziende e la disponibilità da parte di esse ad effettuare inserimenti lavorativi nell’ambito del progetto SFIDA.

È possibile compilare il questionario online al seguente indirizzo http://survey.arteahub.net/progetto-sfida

I dati raccolti verranno trattati in forma anonima e aggregata e saranno utilizzati esclusivamente ai fini progettuali nel pieno rispetto della legge sulla privacy.

Dieci detenuti stranieri  avranno l’opportunità di partecipare al “Laboratorio per l’apprendimento della lingua italiana” organizzato all’interno del Progetto SFIDA, presso la Casa Circondariale di Castelvetrano.  Il corso si propone di recuperare, consolidare e potenziare i destinatari nell’uso della lingua italiana, sotto l’aspetto grammaticale e lessicale, per servirsene come mezzo comunicativo ed espressivo.

La partecipazione al Laboratorio è totalmente gratuita, prevede 100 ore di lezione articolate in 3 giorni a settimana per 3 ore al giorno (8.30 – 11.30).

Per maggiori dettagli si consiglia di visitare la pagina del Laboratorio e scaricare la brochure informativa.